Ti hanno insegnato per anni che il calcio è fondamentale per la salute.
Ma c’è una domanda che quasi nessuno si pone.
Chi decide dove va a finire quel calcio?
Perché se il calcio finisce nelle ossa è una benedizione. Se invece si accumula nelle arterie, nelle valvole cardiache e nei tessuti molli, il discorso cambia completamente.
Eppure per anni l’attenzione si è concentrata quasi esclusivamente sul calcio e sulla vitamina D, lasciando nell’ombra una vitamina che svolge un ruolo decisivo nel metabolismo minerale: la vitamina K2.
Che strano, vero?
Si parla continuamente di colesterolo, pressione arteriosa, trigliceridi e farmaci. Molto meno di una vitamina che la letteratura scientifica studia da decenni per il suo coinvolgimento nella salute cardiovascolare.
Rifletti.
Forse il problema non è soltanto quanto calcio assumi.
Forse il problema è dove quel calcio viene depositato.
Perché tutti parlano di calcio ma quasi nessuno parla di vitamina K2

La vitamina K appartiene a una famiglia di nutrienti essenziali. La forma K1 è abbondante nelle verdure a foglia verde ed è conosciuta soprattutto per il suo ruolo nella coagulazione del sangue.
La vitamina K2, invece, è una storia completamente diversa.
Molte persone non ne hanno mai sentito parlare. Altre la confondono con la K1. Altre ancora pensano che siano praticamente la stessa cosa.
Non lo sono.
Lo ripeto.
La distribuzione del calcio.
Non la quantità.
La destinazione.
Ed è qui che il discorso diventa interessante.
Il vero problema non è il calcio: è dove si deposita

Per anni il calcio è stato considerato esclusivamente un alleato della salute.
In parte è vero.
Ma il corpo umano funziona grazie agli equilibri, non agli eccessi.
Quando il calcio si deposita nelle ossa contribuisce alla loro robustezza. Quando si deposita nelle arterie contribuisce alla loro rigidità.
Ti pare la stessa cosa?
Ovviamente no.
La calcificazione vascolare è un fenomeno associato all’invecchiamento e a diverse patologie cardiovascolari. Le arterie progressivamente perdono elasticità e diventano meno efficienti nel gestire il flusso sanguigno.
Ed è qui che entra in gioco la vitamina K2.
La proteina MGP: il guardiano delle arterie
Una delle proteine più studiate in questo ambito è la Matrix Gla Protein, meglio conosciuta come MGP.
Questa proteina è considerata uno dei più potenti inibitori della calcificazione vascolare identificati dalla ricerca.
C’è però un piccolo dettaglio.
La MGP deve essere attivata.
E per essere attivata ha bisogno della vitamina K2.
Senza vitamina K2, parte di questo sistema di protezione non può funzionare in modo ottimale.
Uno studio pubblicato su Nature ha mostrato che animali privi di MGP sviluppavano calcificazioni arteriose diffuse, sottolineando il ruolo cruciale di questa proteina nel mantenimento della salute vascolare.
Pensa a questa cosa.
Non stiamo parlando di una funzione marginale.
Stiamo parlando di uno dei meccanismi biologici che aiutano a mantenere le arterie libere da accumuli indesiderati.
Osteocalcina: il navigatore del calcio
La seconda protagonista è l’osteocalcina.
Anche questa proteina necessita della vitamina K2 per essere pienamente attiva.
La sua funzione è favorire il corretto utilizzo del calcio a livello osseo.
In pratica, se la MGP aiuta a evitare che il calcio si accumuli nei posti sbagliati, l’osteocalcina contribuisce a utilizzarlo nei posti giusti.
Capisci il concetto?
È come avere contemporaneamente un vigile urbano e un navigatore satellitare.
Uno impedisce il traffico dove non dovrebbe esserci.
L’altro indirizza correttamente il traffico dove serve.
Calcificazione arteriosa: il nemico che avanza in silenzio
Una delle caratteristiche più insidiose della calcificazione arteriosa è che procede lentamente.
Molto lentamente.
Non provoca sintomi immediati.
Non manda segnali evidenti.
Non accende sirene.
Nel frattempo, però, le arterie possono perdere elasticità e funzionalità.
È per questo che diversi ricercatori hanno iniziato a studiare il possibile ruolo della vitamina K2 nella prevenzione dei processi calcifici.
La domanda è semplice.
Se esiste una vitamina coinvolta nell’attivazione delle principali proteine anti-calcificazione, non sarebbe opportuno capire se stiamo assumendone abbastanza?
Rifletti.
Vitamina K2 MK-7: cosa dice davvero la ricerca scientifica
Qui arriviamo alla parte che molti ignorano completamente.
Gli studi.
Non opinioni.
Non slogan.
Studi.
Uno dei lavori più citati è il Rotterdam Study, che ha osservato un’associazione tra una maggiore assunzione alimentare di vitamina K2 e una riduzione del rischio di malattia coronarica.
Successivamente il Prospect Study ha confermato risultati simili, evidenziando come livelli più elevati di assunzione di menachinoni fossero associati a una migliore salute cardiovascolare.
Coincidenza?
Forse.
Ma quando diverse ricerche iniziano a puntare nella stessa direzione, ignorarle diventa sempre più difficile.
Particolarmente interessante è anche lo studio clinico randomizzato pubblicato da Knapen e collaboratori nel 2015.
Per tre anni donne sane in post-menopausa hanno assunto vitamina K2 MK-7.
Il risultato?
Un miglioramento di diversi parametri associati alla rigidità arteriosa.
Che strano.
Per anni ci hanno detto che l’invecchiamento vascolare fosse semplicemente inevitabile.
Poi arrivano studi che mostrano come alcuni nutrienti possano influenzare marcatori rilevanti della salute arteriosa.
Forse vale la pena approfondire.
La stenosi aortica calcifica e il ruolo della vitamina K2
Un altro ambito che sta attirando l’interesse dei ricercatori riguarda la stenosi della valvola aortica calcifica.
Una condizione molto diffusa nella popolazione anziana.
Per anni le opzioni terapeutiche si sono concentrate prevalentemente sugli interventi chirurgici.
Tuttavia, diverse pubblicazioni hanno iniziato a valutare il ruolo della vitamina K2 come possibile supporto nei meccanismi biologici coinvolti nella calcificazione valvolare.
Attenzione.
Questo non significa che la vitamina K2 curi la stenosi aortica.
Significa che la ricerca sta esplorando il suo ruolo nei processi che favoriscono la calcificazione.
Sono due cose molto diverse.
Eppure estremamente interessanti.
Perché vitamina D3 e K2 dovrebbero lavorare insieme

Qui arriva una delle contraddizioni più curiose del mondo dell’integrazione.
Milioni di persone assumono vitamina D3.
Molte di loro non hanno mai sentito nominare la vitamina K2.
Eppure le due vitamine partecipano allo stesso grande sistema biologico.
La vitamina D3 favorisce l’assorbimento del calcio.
La vitamina K2 contribuisce alla sua corretta distribuzione.
Una aumenta la disponibilità.
L’altra aiuta a gestirla.
Fai uno più uno.
Se aumenti l’assorbimento di calcio, ha senso prestare attenzione anche ai meccanismi che ne regolano la destinazione.
Per questo molti ricercatori considerano D3 e K2 nutrienti complementari.
Non concorrenti.
Complementari.
Chi rischia maggiormente una carenza di vitamina K2
La carenza di vitamina K2 è probabilmente più diffusa di quanto si pensi.
Le persone che seguono regimi alimentari poveri di prodotti animali tradizionali possono assumerne quantità ridotte.
Anche chi soffre di disturbi intestinali cronici può presentare livelli inferiori.
Alcuni farmaci possono interferire con il metabolismo della vitamina K.
Inoltre, rispetto al passato, il contenuto di vitamina K2 negli alimenti potrebbe essere cambiato a causa delle moderne pratiche di allevamento e produzione alimentare.
Non significa che tutti siano carenti.
Significa che vale la pena porsi la domanda.
Dove si trova la vitamina K2
La vitamina K2 è presente soprattutto in alcuni alimenti fermentati e in prodotti animali.
Tra le fonti più note troviamo il natto giapponese, i tuorli d’uovo, il fegato e prodotti provenienti da animali allevati al pascolo.
Il problema?
Molti di questi alimenti vengono consumati raramente nella dieta moderna.
Ed ecco perché sempre più persone si interessano all’integrazione.
Integratori di vitamina K2: quando possono avere senso
Gli integratori non sostituiscono una dieta equilibrata.
PUNTO.
Tuttavia esistono situazioni nelle quali possono rappresentare uno strumento utile.
Persone con scarso apporto alimentare.
Soggetti che assumono vitamina D3.
Individui con particolari condizioni intestinali.
O semplicemente chi desidera garantire un apporto costante di vitamina K2.
La forma maggiormente studiata per la salute cardiovascolare è la MK-7, caratterizzata da una lunga permanenza nell’organismo e da un’elevata biodisponibilità.
Non tutte le forme sono identiche.
Anche questo la maggior parte delle persone lo scopre troppo tardi.

Paleocomplex Revolution è un integratore formulato per fornire un apporto completo di nutrienti essenziali a supporto del benessere generale e della salute cardiovascolare. La sua elevata concentrazione di Vitamina K2 MK-7 contribuisce a mantenere le arterie sane favorendo il corretto utilizzo del calcio e contrastandone il deposito nelle pareti vascolari. La presenza di vitamine del gruppo B in forma attiva e metilata sostiene il metabolismo energetico e il corretto funzionamento del sistema nervoso, mentre gli Omega-3 da krill apportano EPA e DHA utili per cuore e cervello. La formula è arricchita con glutatione e vitamina C liposomiali, due importanti antiossidanti che aiutano a proteggere le cellule dallo stress ossidativo. La vitamina D3, insieme ai suoi cofattori come vitamina A, zinco, boro e magnesio, favorisce il mantenimento di ossa forti e il corretto funzionamento del sistema immunitario. Completa la composizione l’astaxantina, un potente antiossidante che contribuisce alla protezione dell’organismo dai radicali liberi e dai danni ambientali.
La vitamina K2 è una delle vitamine più sottovalutate dell’intero panorama nutrizionale.
Per anni l’attenzione si è concentrata quasi esclusivamente sul calcio e sulla vitamina D.
Nel frattempo la ricerca continuava a studiare una molecola coinvolta nell’attivazione delle principali proteine che regolano il destino del calcio nel nostro organismo.
Che strano.
Parliamo continuamente di salute cardiovascolare.
Parliamo continuamente di arterie.
Parliamo continuamente di invecchiamento.
Eppure pochissime persone sanno cosa sia la MGP.
Pochissime persone conoscono l’osteocalcina.
Pochissime persone hanno sentito parlare della vitamina K2.
Rifletti.
Forse il futuro della salute cardiovascolare non dipende soltanto da ciò che eliminiamo.
Forse dipende anche da ciò che abbiamo dimenticato.
FAQ
La vitamina K2 serve al cuore?
La vitamina K2 contribuisce all’attivazione di proteine coinvolte nella regolazione del calcio e nella protezione dei vasi sanguigni dalla calcificazione.
Qual è la migliore forma di vitamina K2?
La forma più studiata per la salute cardiovascolare è la vitamina K2 MK-7 grazie alla sua elevata biodisponibilità e alla lunga emivita.
La vitamina K2 può essere assunta insieme alla vitamina D3?
Sì. Le due vitamine svolgono funzioni complementari nel metabolismo del calcio e vengono spesso integrate insieme.
Quali alimenti contengono vitamina K2?
Natto, tuorlo d’uovo, fegato, e prodotti provenienti da animali allevati al pascolo.
La carenza di vitamina K2 è frequente?
Può essere relativamente comune nelle persone con alimentazione povera di fonti naturali di K2 o con problematiche di assorbimento intestinale.
La vitamina K2 elimina le placche arteriose?
Le evidenze scientifiche suggeriscono un ruolo nella regolazione della calcificazione vascolare, ma non esistono prove definitive che dimostrino l’eliminazione delle placche aterosclerotiche nell’uomo.
Quando assumere la vitamina K2?
Essendo una vitamina liposolubile, è generalmente consigliabile assumerla durante un pasto contenente grassi.
